DEATH OF THE SON

Death of the son – Oil on canvas – 90 x 65 cm

Death of the son is a work that depicts the pain of a mother for the loss of her son, exactly like the notorious one to which the cross on the background refers.
Such an event, terrifying and at the same time chilling, is so painful as to leave deep wounds that can never be healed.
This pain is expressed by the petrified gaze of the mother because she, more than anyone else, must necessarily cut the umbilical cord that bonds her to her son from the very first moment of conception.
A bond so tight to transcend even feelings.

Death of the son – Detail 1


The pain, represented by the thin veil that envelops the two figures in the foreground – mother and son – and that separates them from the rest of the world, cannot be compared to that of anyone else.
That pain will be impenetrable even to the father, who is beside her and who can never really touch it with his hand.

Death of the son – Detail 2




Morte del figlio è un’opera che raffigura il dolore di una madre per la perdita del proprio figlio, esattamente come quella più nota a cui la croce sullo sfonda fa riferimento. 
Un tale evento, terrificante e al contempo agghiacciante, è talmente doloroso da lasciare ferite profonde e mai rimarginabili.
Questo dolere è espresso dallo sguardo pietrificato della madre perchè la madre deve necessariamente tagliare il cordone ombelicale che con lui ha avuto dal primo istante del concepimento. Un legame talmente profondo da trascendere perfino i sentimenti.

Il dolore, rappresentato dalla sottile coltre del velo che avviluppa le due figure in primo piano – madre e figlio –  e che le separa dal resto del mondo,  non potrà essere paragonato a quello di nessun altro.
Quel dolore sarà impenetrabile perfino al padre, che le sta accanto e che non potrà mai veramente toccare con mano.

Dressage

Dressage, 2018 – Oil on canvas – 80 x 60 cm

Dressage is a work dedicated to femicide.
In this work the woman is represented as the object of the desire of the man who, in order to satisfy his whims, dresses in a ridiculous way, agreeing to wear garments that she does not really like (as in the detail of the hairstyle, precious but inappropriate).

In the work the similarity between the two protagonists is clear, side by side, united by the same destiny.
In fact, dressage is a practice with which the animal is trained and the symbol of this training are precisely the harnesses that, instead of being worn by the animal, make a good show on the woman.
The blinders represent the submission of the woman forced to blind obedience, without the possibility of choosing her path in the world for herself.
The bite, instead, is the symbolic instrument with which she is reduced to silence, that is to the impossibility of expressing her own opinion.

The similarity with the animal does not end with the graphic explanation of what has just been described, but continues beyond imagining the nefarious outcome in the event that the woman refuses to comply with the man’s desires. In this case, the same fate as the animal is reserved for the woman and, like it, is slaughtered.

Dressage – Dettaglio






Dressage è un’opera dedicata al femminicidio.
In quest’opera è rappresentata la donna come oggetto del desiderio dell’uomo che, per soddisfarne i capricci, veste in modo ridicolo, accettando di indossare anche capi a lei non graditi (come nel particolare dell’acconciatura, preziosa ma inopportuna).

Nell’opera è chiara la similitudine tra i due protagonisti, uno di fianco all’altro, accomunati dallo stesso destino.
Infatti il dressage è una pratica con cui viene addestrato l’animale e simbolo di questo addestramento sono appunto i finimenti che, anziché essere indossati dall’animale, fanno bella mostra sulla donna.
I paraocchi rappresentano la sottomissione della donna costretta all’obbedienza cieca, senza possibilità di scegliere per sè il suo cammino nel mondo.
Il morso invece è lo strumento simbolo col quale viene ridotta al silenzio, all’impossibilità di esprimere la propria opinione.

La similitudine con l’animale non si esaurisce con l’esplicitazione grafica di quando appena descritto, ma continua oltre immaginando l’esito nefasto nel caso in cui la donna rifiuti di assecondare i desideri dell’uomo. Nel tal caso alla donna è riservato lo stesso destino dell’animale e, al pari di esso, viene macellata.

We’ll hug again

We’ll hug again, 2020- Oil on canvas – 58 x 75 cm

After few months of challenging life, during which getting close is forbidden and going out for a stroll is restricted by law, the hope of hugging someone – the loved ones, seems to be a wish that might never come true.
Last December from Wuhan (China) a highly infectious disease has spread trough the whole planet in less than an eye-blink. The virus – a SARS-CoV-2 – causes a severe acute respiratory syndrome named after the year in which the virus appeared and was first identified as the well known – all around the world – COVID-19.

During this period of time many artists have produced work that refer to this pandemic syndrome showing their fears, depicting situation of extreme suffer or despair or feelings of thankfulness to all those operators who have sacrificed in order to put their time and expertise at the service of others.

I, instead, have chosen to represent the hope, the bright side of the story, the day in which we wake up and all goes back to the day zero, when none of this is scaring each and every one of us.
I have chosen life over death (talking about what makes us enjoy life instead of panicking), health over sickness (to talk about being happy with what we have rather than what we could achieve if we weren’t sick), future over past (over the past we build our future) because life is death (death is part of life), health is sickness (only with sickness we have the chance to find the cure to a disease) and future is past (without the past there will be no future).
And humanity is only human if it lives.

It’s not human to hides behind curtains of precautions just to find out that this life is just a loss (of an f)… a lie.
In fact is not only just a letter at stake! The whole existence is the question, here.
The following lock-down to all activities caused by the pandemic is for sure a way to lose something.
For instance, losing for some might mean have no work left to go back to, no way to feed their families or have no resources to access to.
And it’s a lie, a lie that everything will be fine.
Things will never be the same to those who have lost their loved ones, to those who have lost their houses, to many who have lost their economic stability.

On the other hand we are never the same anyway!
It’s called evolution, and as Darwin theories have shown, it’s not always a good thing for the subjects. Sometimes evolution bring death along, it’s called extinction. Succumb of the weak ones in favor of the strong ones is a natural process that has no preferences and no mercy.
It’s a fact, a reality we need to cope with.

And remember, what doesn’t kill you makes you stronger!

We’ll hug again – Detail
We’ll hug again – Detail






Dopo alcuni mesi di vita colma di sfide, durante i quali è vietato stare vicini ed uscire per una passeggiata è contro la legge, la speranza di abbracciare qualcuno – i propri cari, sembra essere un desiderio che potrebbe non avverarsi mai.
Lo scorso dicembre da Wuhan (Cina) una malattia altamente infettiva si è diffusa in tutto il pianeta in meno di un battito di ciglia. Il virus – un SARS-CoV-2 – provoca una grave sindrome respiratoria acuta che prende il nome dall’anno in cui il virus è apparso ed è stato identificato per la prima volta e noto in tutto il mondo come COVID-19.

Durante questo periodo molti artisti hanno prodotto lavori che fanno riferimento a questa sindrome pandemica mostrando le loro paure che descrivono situazioni di estrema sofferenza o disperazione o sentimenti di gratitudine per tutti quegli operatori che si sono sacrificati per mettere il loro tempo e le loro competenze al servizio degli altri.

Io, invece, ho scelto di rappresentare la speranza, il lato positivo della storia, il giorno in cui ci svegliamo e tutto risale al giorno zero, quando nulla di tutto ciò ci fa paura.
Ho scelto la vita sulla morte (parlando di ciò che ci fa godere la vita anziché farci prendere dal panico), la salute sulla malattia (per parlare di essere felici con ciò che abbiamo piuttosto che ciò che potremmo ottenere se non fossimo malati), futuro sul passato (nel passato gettiamo le fondamenta per il nostro futuro) perché la vita è morte (la morte fa parte della vita), la salute è malattia (solo con la malattia abbiamo la possibilità di trovare la cura per la malattia stessa) e il futuro è passato (senza il passato non ci sarà futuro).
E l’umanità è umana solo se vive.

Non è umano nascondersi dietro le tende delle precauzioni solo per scoprire che questa vita è solo una perdita (di una f di life in lie) … una bugia.
In effetti non è in gioco solo una lettera! L’intera esistenza è la questione, qui.
Il conseguente blocco a tutte le attività causato dalla pandemia è sicuramente un modo per perdere qualcosa.
Ad esempio, perdere per alcuni potrebbe significare non avere più lavoro a cui tornare, nessun modo di nutrire le loro famiglie o non avere risorse a cui accedere.
Ed è una bugia, una bugia che tutto andrà bene.
Le cose non saranno mai le stesse per coloro che hanno perso i loro cari, per coloro che hanno perso la casa, per i molti che hanno perso la stabilità economica.

D’altra parte noi stessi non siamo mai uguali nel tempo!
Si chiama evoluzione e, come hanno dimostrato le teorie di Darwin, non è sempre una buona cosa per i soggetti. A volte l’evoluzione porta con sé la morte, si chiama estinzione. Il soccombere degli individui deboli a favore di quelli forti è un processo naturale che non ha preferenze né misericordia.
È un dato di fatto, una realtà che dobbiamo affrontare.

E ricorda, ciò che non ti uccide ti renderà più forte!

Mirror mirror: Addiction to death

Mirro mirror: Addiction to death – Oil on canvas – 80 x 60 cm

Mirror mirror – Addiction to death is a work that describes the precarious men’s condition made of fragility which is nothing but the symptom of the inability to accept one’s destiny of fallibility, of imperfection, of finitude.
And this is why, in those moments of fragility, one is willing to resort to surrogates or to any panacea to alleviate the pain of the evil of living.

The painting highlights vices such as smoking (represented by the cigarette), alcohol (represented by the glass) and the use of psychotropic substances released into the circulation (represented by the blade that offers the access point).
Moreover the mirror symbolizes a past of youth with all possible correlations of vigor, omnipotence, achievements or goals to be achieved.

If going back is not feasible, and we have to accept the part of our present as a the result of our past actions, it is instead possible to erase the signs of time and its passage to restore the appearance to the radiance that was.

And this is the function of the mirror in the composition: it brings to mind another, new vice, that is, the craving for cosmetic surgery.

It is true that countering the signs of aging with surgical practices, although potentially lethal, preserves us from the imminence of death, at least in intentions. However, it is equally true that subjecting oneself to repeated interventions increases the risk of perishing for a futile cause and it is as if every time one has a taste of death in small doses, as almost unconsciously wanting to get used to it.

Mirror mirror – Addiction to death è un’opera che descrive la condizione precaria dell’uomo fatta di fragilità che altro non sono se non il sintomo della incapacità di accettare il proprio destino di fallibilità, di imperfezione, di finitezza.
Ed è per questo, che in quei momenti di fragilità, si è disposti a ricorrere a dei surrogati o a qualsiasi panacea per alleviare la pena del male di vivere.

Nel dipinto sono messi in evidenza i vizi come il fumo (rappresentato dalla sigaretta), l’alcool (rappresentato dal bicchiere) e dall’uso si sostanze psicotrope immesse in circolo (rappresentate dalla lametta che offre il punto di accesso).
In più lo specchio simboleggia un passato di gioventù con tutte le correlazioni possibili di vigore, onnipotenza, conquiste o traguardi da raggiungere.

Se tornare indietro non è attuabile, e bisogna accettare la parte del nostro presente che è il risultato delle nostre azioni passate, è invece possibile cancellare i segni del tempo e del suo passaggio per riportare l’aspetto al fulgore che fu.

Ed è questa la funzione dello specchio nella composizione: richiama alla mente un altro, nuovo vizio, ossia il ricorso smanioso alla chirurgia estetica.

È vero che contrastare i segni del tempo con pratiche chirurgiche, sebbene potenzialmente letali, ci preserva dall’imminenza della morte, almeno nelle intenzioni. Tuttavia è altrettanto vero che sottoponendosi a ripetuti interventi si aumenta il rischio di perire per una causa futile ed è come se ogni volta si abbia un assaggio della morte a piccole dosi, quasi si voglia inconsciamente abituarsi ad essa.




Toilette with cockatoo

Toilette with cockatoo – Oil on canvas – 58 x 58 cm
Toilette with cockatoo – Detail
Toilette with cockatoo – Detail
Toilette with cockatoo – Detail
Toilette with cockatoo – Detail
Toilette with cockatoo – Detail

Springtime

Springtime – Oil on canvas – 58 x 75 cm
Springtime – Detail
Springtime – Detail
Springtime – Detail
Springtime – Detail
Springtime – Detail
Springtime – Detail
Springtime – Detail
Springtime – Detail
Springtime – Detail

Still life with pheasant

Still life with pheasant – Acrylic on canvas – 25 x 58 cm
Still life with pheasant – Detail
Still life with pheasant – Detail
Still life with pheasant – Detail
Still life with pheasant – Detail
Still life with pheasant – Detail
Still life with pheasant – Detail

Strength

Strength – Oil on canvas – 80 x 60 cm

Strenght is a work dedicated to all those women who find themselves in the storm.
The storm to which reference is made is not only of emotional origin, but of the whole being and as such it involves several areas: affective, relational, psychological, intellectual and – not least – physical.
The agitation is well represented by the physical agitation of the sea behind the subject, in which myriads of drops seem to separate and reunite in similar but never the same modules.
Just like the difficulties that every woman faces in everyday life, storm surges are caused by a thousand different forces that multiply colliding with each other, so that even small surface ripples hide large underlying currents and which will inevitably flow into something bigger.

The gesture of gathering in an embrace could refer to an attitude of closure, of defense and instead, although it is objectively of a protective matrix, it represents the way to embrace one’s self, console it and later becomes a search for strength to overcome any difficult situations.
Gathering the courage to face adversity is an act of strength that the search for a solution requires. The only real weapon within the self’s reach is the awareness of one’s own potential, which often emerges through the emotional channel and which only later turns into a real physical act, materializing in the resolution of the crisis.
If a weakness is detected in the process, this will determine an impossibility to successfully accomplish any results all by oneself and having become aware of one’s own limits helps to find the strength to ask for help by turning to others.

The distant gaze represents the search for a better future than the present, which everyone hopes and desires to be closer, so that it could bring with it the change so much needed.




Strenght (Forza) è un’opera dedicata a tutte quelle donne che si trovano nella tempesta.
La tempesta a cui si fa riferimento non è di sola origine emotiva, ma dell’intero essere e come tale conivolge più ambiti: affettivo, relazionale, psicologico, intellettuale e – non ultimo – fisico.
L’agitazione è ben rappresentata da quella fisica del mare alle sue spalle, in cui miriadi di gocce sembrano separarsi e ricongiungersi in moduli simili, ma mai uguali.
Proprio come le difficoltà che ogni donna affronta nella vita di tutti i giorni, le mareggiate sono provocate da mille diverse forze che si moltiplicano scontrandosi l’una con l’altra, cosicché anche piccoli increspature superficiali nascondono grandi correnti sottostanti e che inevitabilmente confluiranno in qualcosa di più grande.

Il gesto di raccogliersi in un abbraccio potrebbe rimandare ad un atteggiamento di chiusura, di difesa e invece, benché sia oggettivamente di matrice protettiva, rappresenta il modo per abbracciare il proprio sè, consolarlo e in un secondo tempo diventa ricerca della forza per superare le situazioni difficili.
Raccogliere il coraggio per contrastare le avversità è un atto di forza che la ricerca di una soluzione impone. L’unica vera arma alla portata del sè è la presa di coscienza della propria potenzialità, che spesso emerge attraverso il canale emotivo e che solo in seguito si tramuta in vero e proprio atto fisico, concretizzandosi nella risoluzione della crisi.
Nel caso si acclari una debolezza, questa determina di fatto un’impossibillità di successo a compiere l’impresa da soli e, l’aver preso coscienza dei propri limiti, spinge a trovare la forza per chiedere aiuto rivolgendosi ad altri.

Lo sguardo distante rappresenta la ricerca di un futuro migliore del presente, che speriamo e desideriamo essere vicino, perché porti con sè il cambiamento di cui abbiamo tanto bisogno.

Strength – Detail
Strength – Detail
Strength – Detail
Strength – Detail
Strength – Detail
Strength – Detail
View this post on Instagram

still working on it…

A post shared by anna1ted (@anna1ted) on