Sirenes

Roberto Ferri – Nascita della Sirena

Sirens, the mythological beings half woman and half fish or sometimes winged monsters, have always fascinated me, as indeed Mythology in general (especially the Greek one!).
Sometimes they are considered beings capable of human and compassionate feelings as Disney’s fairy tale represents them, and other times they are as cruel and terrifying beings just as Homer describes them in the Odyssey. Beautiful women half-fish whose melodious voices lured sailors to crash against rocks with the sole purpose of sinking their ships and feeding on their carcasses.

Here below is the famous painting by John William Waterhouse – Ulysses and the Sirens, 1891 – Pre-Raphaelite painter born in Rome in 1849 and a few years later, in 1854, returned with his parents to London where he lived until his death, on February 10, 1917.

Here the Sirens indeed are represented as winged monsters, probably influenced by the reading of the Odyssey. In the painting they attack Ulysses’s ship while tied to the mast by his brave men. He had previously commanded them to put wax plugs in their ears to avoid being lured by the Sirens. Only him, eager to hear that marvelous melody that drove the sailors mad, did not put them on and instead got himself tied up so that he could not make rash gestures.

Le Sirene, quegli esseri mitologici metà donna e metà pesce o talvolta mostri alati, mi hanno sempre affascinato, come d’altronde tutta la mitologia (soprattutto quella greca!).
Talvolta sono considerati esseri capaci di sentimenti umani e compassionevoli come le rappresenta la favola della Disney e altre volte esseri crudeli e terrificanti come le descrive Omero nell’Odissea, che con la voce melodiosa ammaliavano i naviganti con il solo scopo di affondare le loro navi e cibarsi delle loro carcasse.

Qui in basso eccovi il famoso dipinto di John William WaterhouseUlisse e le sirene, 1891 – pittore preraffaelita nato a Roma nel 1849 e pochi anni dopo, nel 1854, ritornato coi suoi genitori a Londra dove visse fino alla morte, avvenuta il 10 febbraio 1917.

Qui le Sirene sono appunto rappresentate come mostri alati, probabilmente perché l’autore fu influenzato dalla lettura dell’Odissea. Nel dipinto queste attaccano la nave di Ulisse, legato all’albero maestro dai suoi prodi ai quali aveva ordinato di difendersi dal loro canto mettendo tappi di cera nelle orecchie. Ma lui, desideroso di udire quella meravigliosa melodia che faceva impazzire i naviganti, non li mise e invece si fece legare cosicché non potesse fare gesti avventati.

John William WaterhouseUlisse e le Sirene, 1891

The painting Ulysses and the Mermaids, 1909 by Herbert James Draper, English painter like the previous one and personal friend of Waterhouse himself, as well as his contemporary, represents the Mermaids as women half-fish while attacking Ulysses’s ship.

Il dipinto Ulisse e le Sirene, 1909 di Herbert James Draper, pittore inglese come il precedente e amico dello stesso Waterhouse, nonché suo contemporaneo, rappresenta le Sirene come donne-pesce che assaltano la nave di Ulisse.

Herbert James Draper – Ulisse e le Sirene, 1909

Many painters have been inspired by this theme and it has not left me indifferent either. In fact, I wrote a short story inspired by their Myth.
Below you will find the short story, instead you can find two poems in the Poetry section of the main menu ( https://pindaricart.com/my-capricious-mermaid/
and https://pindaricart.com/faithful-as-penelope/ ).

Σειρήν 
‎(Seirḗn)
Or Επιτρέψτε μου να σας σειρήν
(Let me be your siren)

Night time. The light breeze, thick with salt, blows from the open sea to the mainland and seeps through the alleys of the city. It’s Poseidon’s menacing, infectious breath who claims the life of those who are still awake.
Therefore lights are turned off so the god of waters and his freighting helps will be kept away from the people’s homes, as the Jewish did anointing their door frames to spare their first born from the rage of the angel of death.
Life is scary in such place. And so is death.
You won’t wish yourself, or even your enemy – for the matter –, such cruel death.

Dragged by the wind come the creatures soaring through the air, and land silently at your feet.
They scream loud to make you blind. The veins erupt simultaneously, blown off by the sudden sound. And all your brain will register is the crashing of the walls of your own blood system, like a landslide that makes them fall apart.
Your eyes are flooded with blood in just instants and your blurred vision turns the sight of each thing you might see in all shades of crimson red, scarlet or burgundy shapes and nothing make sense anymore.
You lose track of time and direction and all you can do is get lost.
Nothing and nobody can help you, not even the call of an angel.
And like an angel your mind flies high, high over the highest mountain, high over the cloud cover, and even higher, being shot in the outer space to orbit your conscience, never landing.

In the guise of a rocky satellite, dry and lifeless, it keeps its inert motion pushed around by the craving urge to find peace.
You’re ejected in a kind of limbo where not a single truth is real, not a sound is possible, and not a light will ever touch you again.

It is in this terrifying world I crave to bring you, just drag you in this living hell where your life will depend solely on me, on my loud and powerful screams.
I may spare you if you will be kind and tamed, or I may not.
Let me be your siren.

Molti pittori si sono lasciati ispirare da questo tema e non ha lasciato indifferente neppure me. Infatti ho scritto una breve storia ispirata al loro mito.
Qui di seguito troverete un mio breve racconto sul tema, mentre nel menu pricipale, alla sezione Poetry troverete due poesie, sempre sullo stesso tema.

SIRENE
LASCIA CHE IO SIA LA TUA SIRENA

È notte. La leggera brezza, densa di sale, soffia dal mare aperto alla terraferma e fluisce attraverso i vicoli della città. È il respiro minaccioso e contagioso di Poseidone che rivendica la vita di coloro che sono ancora svegli.
Pertanto le luci vengono spente in modo che il dio delle acque e i suoi aiutanti siano tenuti lontani dalle case della gente, così come gli ebrei ungevano gli stipiti delle loro porte per risparmiare i primogeniti dalla rabbia dell’angelo della morte.
La vita fa paura in questo posto. E così anche la morte.
Non augureresti a te stesso, o nemmeno il tuo nemico – per la verità – una morte così crudele.

Trascinate dal vento arrivano le creature che si librano nell’aria e atterrano silenziosamente ai tuoi piedi.
Queste urlano come ossessi, talmente forte da renderti cieco. Tutte le vene nel tuo corpo esplodono simultaneamente, come spazzate via dal suono improvviso. Tutto ciò che il tuo cervello registrerà sarà lo schianto delle pareti delle arterie del tuo sistema sanguigno, che come una frana che le fa crollare.
In pochi istanti i tuoi occhi inondati dal sangue vedranno ogni cosa offuscata, trasformata in macchie informi dalle sfumature di rosso cremisi, altre scarlatte o bordeaux e nulla ha più senso.
Perdi il senso del tempo e della direzione e tutto ciò che puoi fare è annullarti nell’oblio.
Niente e nessuno può aiutarti, nemmeno il richiamo di un angelo.
E come un angelo la tua mente vola in alto, al di sopra della montagna più alta, in alto sopra la strato delle nuvole e ancora più in alto, e sei catapultato nello spazio ad orbitare attorno alla tua coscienza, senza mai atterrare.

Sei un satellite roccioso, secco e senza vita, che mantiene il suo movimento inerte spinto solo dal compulsivo bisogno di trovare la pace.
Sei gettato a forza in una specie di limbo in cui nulla è reale, non una sola verità esiste, in cui non esiste alcun suono e nessuna luce ti toccherà mai più.

È in questo mondo terrificante che desidero ardentemente portarti, trascinarti in questo inferno vivente dove la tua vita dipenderà esclusivamente da me, dalle mie urla inumane e roboanti.
Potrei risparmiarti se sarai gentile e mansueto, oppure no.
Lascia che sia la tua sirena.

Leave a Reply

Please log in using one of these methods to post your comment:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s